Da "Emme" - L'unità del 18/02/2008
Berlusconi lancia la lista unica del centro-destra
Di Francesca Fornario
Silvio Berlusconi ha fatto suo lo slogan di Walter Veltroni “Si può fare”, riferendolo all’evasione fiscale, e ha proposto ai partiti di centro-destra di presentarsi alle elezioni con una lista unica. Il leader del Popolo della Libertà ha smentito di voler imitare il rivale Veltroni, poi ha smentito di averlo smentito e ha convocato un comizio nella campagna di Arcore. Sullo sfondo, Paolo Bonaiuti con il saio da francescano e Sandro Bondi vestito da cipresso. Ha inoltre annunciato che sta scrivendo un libro su un pianista jazz: Mariano “Duke” Apicella.
La proposta di Berlusconi ha suscitato opposte reazioni tra gli alleati. Alla Lega è stato concesso di federarsi mantenendo nome e simbolo in quanto Bossi non riesce più a sciogliere il nodo della bandana verde: una difficoltà che riflette quella di migliaia di militanti leghisti.
Scontate le adesioni di Lamberto Dini, che aveva finito i soldi, e di Flavia Vento, che ha chiesto di poter partecipare al Popolo della Libertà credendo che si trattasse del nuovo reality di Canale 5.
Il difficile è stato convincere Gianfranco Fini, che aveva dichiarato chiusa per sempre l’alleanza con Berlusconi. Gianni Letta lo ha invitato a mettere da parte l’onore ferito in nome di uno storico traguardo per la destra italiana in quanto, se il leader di An verrà eletto con la lista unica, potrà sedersi nel banco accanto a Stefania Prestigiacomo. Fini ha accettato, ammettendo che lui, pur di tornare a Palazzo Chigi, farebbe entrare nel partito anche Christine del Grande Fratello, dalla quale aspetta un figlio.
Maurizio Gasparri ha espresso enorme soddisfazione all’idea che Alleanza Nazionale confluisca nel Partito della Libertà perché Alleanza Nazionale, con tutte quelle zeta, era un nome troppo difficile da pronunciare.
Buttiglione ha dichiarato invece di non capire l’accordo tra Fi e An, e nemmeno due terzi dei segnali stradali.
Berlusconi ha telefonato anche a Pierferdinando Casini, il quale, preoccupato, ha telefonato a Ruini, il quale, preoccupato, ha telefonato al direttore di Avvenire Dino Boffo, il quale, preoccupato, ha telefonato al direttore del Tg1 Gianni Riotta, il quale, preoccupato, ha telefonato a Giuliano Ferrara il quale, fottendogliene un cazzo, ha telefonato a Berlusconi e gli ha suggerito di rassicurare il Vaticano appoggiando la sua moratoria sull’aborto e il sesso in piedi e aprendo le liste del Pdl ai preti pedofili, che potranno così godere dell’immunità parlamentare. Berlusconi apre le porte anche alla Rosa Bianca di Pezzotta e alla Cosa Nostra di Cuffaro, mentre Mastella sta valutando l’ipotesi di allearsi con Berlusconi e di tradirlo alla prima occasione. Naufragato, invece, l’accordo con Storace, che ha dichiarato: “Io marcio da solo”.
Illustrazione di Francesco Schietroma