Che emozione, il mio primo post. In realtà è il secondo, se escludiamo i tentativi abortiti poco prima della ventiduesima settimana e volti a capire come pubblicare le vignette in un formato più largo di un tanga di Dolce&Gabbana tanto da renderle visibili a occhio nudo. Però è così che funziona: l'ultimo diventa il primo, come aveva previsto Gesù profetizzando i post. Quindi, a leggere le cose che seguono ci siete solo voi, gli amici opportunamente invitati. E mia mamma, che ha scoperto che Google è quella cosa dove puoi inserire tra virgolette il nome dei tuoi figli per sapere che lavoro fanno davvero (Sì, le ho congelate le orate. No, non le ho mangiate tutte. Perché erano otto. No, mi piacciono, ma erano otto. Otto contro uno? Non sono mica Veltroni. No, non scrivere la ricetta nei commenti del post).
A partire da oggi, posterò qui dentro vignette e testi scritti per
Emme , l'inserto satirico dell'Unità diretto-o-quasi da Sergio Staino (in edicola lunedì), per
Paparazzin, la pagina satirica di Liberazione (in edicola domenica), per l'Ateo, glorioso bimestrale dell'Unione Atei Agnostici Razionalisti (distribuito porta a porta da Baldo Conti, illuminista toscano infiltrato nei Testimoni di Geova) e per gli altri giornali affini ai quali sono naturalmente approda dopo anni di lettura intensiva delle storie della Pimpa e dei Peanuts.
Parto con la vignetta uscita ieri su Liberazione e con la pagina pubblicata oggi su Emme, illustrata dal mio socio Francesco Schietroma, uno al cui confronto Quentin Tarantino è un buonista. Altre cose le metto tra le foto o le trovate tra i link, tipo il sonetto per il 2008 (
potete scaricare il PDF), illustrato dai compagni di matite di Emme
Biani, Franzaroli, Schietroma, Tonus, Ricca, Kanjano e Gariano, o Il diario di Marini che ho scritto a quattro mani con Sergio Staino sull'Unità e sullo" scorso numero di
Emme, cosa che mi ha reso felice come lo sarebbe un graffitaro se gli lasciassero imbrattare la Grande Muraglia.
Grazie per essere qui. Anche a te, mamma